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Caldo record, il climatologo Mercalli lancia l’allarme: «È l’estate più calda di sempre, e andrà sempre peggio»

di Massimo Sechi
Caldo record, il climatologo Mercalli lancia l’allarme: «È l’estate più calda di sempre, e andrà sempre peggio»

A rendere eccezionale questa stagione non sono soltanto i picchi, ma soprattutto la durata dell’afa

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Sassari L’estate 2026 sarà con tutta probabilità la più calda di sempre. La certezza la potremo avere solo a fine agosto ma giugno e luglio hanno già battuto ogni record, superando il primato del 2003. A dirlo è Luca Mercalli, climatologo, giornalista e presidente della Società Meteorologica Italiana.

«I dati degli ultimi due mesi sono superiori a tutti quelli raccolti negli ultimi 250 anni – afferma Mercalli – e anche quelli della prima decade di agosto vanno nella stessa direzione». In pratica, se non ci dovesse essere un’inversione di tendenza il 2026 finirà nel guinness dei primati. Per la verità il rischio è che i record andranno aggiornati di anno in anno. Il gran colpevole del caldo afoso che sta colpendo la Sardegna e l’Italia è l’anticiclone africano.

«In Algeria pochi giorni fa ci sono stati 50 gradi e questa aria investe tutto il Mediterraneo occidentale – dice ancora Mercalli –. La fase più intensa durerà fino al 6, poi inizierà un cedimento a partire dal Nord Italia, con un calo di qualche grado e l’arrivo di temporali. In Sardegna le precipitazioni potrebbero non arrivare, ma il flusso di aria calda dovrebbe indebolirsi e le temperature scendere dal 7 agosto. Bisognerà capire se sarà una svolta o soltanto una pausa».

A rendere eccezionale questa stagione non sono soltanto i picchi, ma soprattutto la durata del caldo. «Negli ultimi vent’anni non sono mancate ondate persino più intense nelle singole giornate, nel 2023, anche in Sardegna avete raggiunto i 48 gradi, ma per un solo giorno. Quest’anno il gran caldo ha iniziato a fine maggio e non ha mai smesso».

Alla base secondo Mercalli non c’è una semplice alternanza naturale tra stagioni più o meno calde ma i cambiamenti climatici sono l’effetto delle emissioni di gas serra, del riscaldamento globale e dunque sono il frutto dei comportamenti dell’uomo. «Non sono io a dirlo, è la scienza internazionale. Si parla sempre dei sintomi e mai delle cause. E la causa siamo noi, siamo noi ad aumentare la temperatura del pianeta».

Ad aumentare è anche quella del mare, in Sardegna e nel mediterraneo è ormai vicina ai 30 gradi e questo porta ulteriori conseguenze. «La terra – afferma il climatologo – si riscalda in fretta ma si raffredda anche in minor tempo. Il mare, invece, una volta che ha immagazzinato il calore lo conserva per mesi, addirittura per anni quando lo trasferisce in profondità». Spesso assistiamo a passaggi repentini dal grande caldo a temporali intensi e forti grandinate, come avvenuto ad esempio anche ieri nel Goceano. Calore ed elevata umidità possono aumentare l’intensità di temporali, nubifragi e grandinate. Mercalli chiarisce che questi fenomeni sono sempre esistiti, ma il riscaldamento globale li rende più violenti e frequenti. «Un conto era avere un’alluvione ogni 50 anni, un altro è averla ogni dieci. Un conto è avere grandinate con chicchi grossi come una noce, un altro è averli grossi come un pompelmo».

Il Niño, invece, non è responsabile diretto dell’ondata di calore nel Mediterraneo. «È un fenomeno oceanografico che si genera nel Pacifico, troppo lontano per avere un effetto diretto su ciò che sta succedendo adesso». Potrà però contribuire a innalzare ulteriormente la temperatura globale. Per il futuro resta decisiva la riduzione delle emissioni, anche se i risultati non saranno immediati e le estati molto calde sono ormai una realtà.

«È come una malattia. Se hai il diabete magari non guarisci, ma cambia molto se mangi un chilo di zucchero al giorno o se al contrario lo riduci e lo tieni sotto controllo. Queste estati ormai non ce le toglie nessuno, però possiamo evitare di peggiorarle ulteriormente».

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