La Nuova Sardegna

L’intervista

Emergenza plastica nell’isola, il ministro Pichetto Fratin: «Pronti a dare il via libera agli inceneritori»

di Giuseppe Centore

	Il ministro Pichetto Fratin <em>(foto Mario Rosas)</em>
Il ministro Pichetto Fratin (foto Mario Rosas)

L’esponente del governo Meloni: «Sulle rinnovabili serve dialogo, ad oggi nessun commissariamento per la Sardegna»

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Inviato a Chia Su energia, transizione verde, caro bollette, emergenza plastica il confronto tra governo e Regione non si è mai interrotto. Anzi se c’è una parola che lo descrive al meglio è “dialogo”. Ieri alla 22esima edizione della Confartigianato High School che si chiude domani, il ministro dell’Ambiente e della sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin e la presidente della Regione Alessandra Todde, forse anche a causa della comune esperienza come viceministri allo Sviluppo Economico nel governo Draghi, si sono reciprocamente scambiati complimenti e amicizia, «anche se politicamente Alessandra è distante da me». In questa intervista lo stesso ministro conferma di voler collaborare con la Regione su ogni dossier, anche su quello spinoso delle rinnovabili.

Ministro, il presidente di Confindustria Emanuele Orsini ipotizza un commissariamento per quelle Regioni “indietro” sulle autorizzazioni per le rinnovabili. Lei è d’accordo?

«Io sono sempre per il dialogo. L’Italia è fatta da Stato, Regioni, enti locali. Non c’è qualcuno che impone e qualcun altro che subisce. Trovare un accordo conviene a tutti. Stiamo ponendo in modo pressante alle Regioni la richiesta dare soluzioni alla necessità, peraltro condivisa da tutti, di incrementare la produzione di nuovi impianti di rinnovabili sino a 81 gigawatt entro il 2030. Ma queste decisioni non possono essere assunte in blocco. Ciascuna deve passare per valutazioni proprie, che tengano conto degli enti locali, dei territori, delle opportunità, delle valutazioni che possono spingere ad accogliere o a negare le autorizzazioni. Oggi non siamo all’anticamera del commissariamento per nessuna regione, Sardegna compresa. L’importante è che non ci siano muri contro muri».

Sempre a proposito di rinnovabili e di compensazioni possibili, la norma italiana prevede un tetto di compensazioni sulla base dei proventi annuali. In Europa il tetto non c’è. Gli osservatori ritengono che l’abolizione del tetto potrebbe incrementare le ricadute positive per i territori. State pensando in qualche modo di togliere questi vincoli per rendere gli impianti magari un po' più appetibili?

«Non credo che questa soglia sia troppo bassa. Non è questo vincolo a frenare le proposte delle società».

Cambiamo tema. Lei ha ricevuto dalla Regione una lettera sul problema plastica sulle nostre difficoltà legate al fatto che siamo un'isola e al fatto che qui non c'è un impianto di trattamento. Cosa può rispondere?

«Mi sento di parlare di emergenza plastica, per quest’estate, in tutto il paese, non solo nell’isola. Da voi il problema è stato più sentito per l’aumento della produzione, l’insularità e l’assenza di impianti di trattamento. È stato istituito un tavolo al ministero con le regioni e con i consorzi, come Corepla, che recuperano la plastica. In alcuni casi abbiamo dato l'ok alle Regioni, per inviarla agli inceneritori, in qualche caso anche ai cementifici, come al Nord. Di fronte a situazioni eccezionali daremo risposte pronte. Corepla sta monitorando la produzione sarda. In caso di difficoltà interverremo».

Il prezzo del gas, il cuore della nostra bolletta elettrica, e del petrolio sono saliti in misura violenta. Come pensate di mitigarne gli effetti alle imprese, soprattutto a quelle piccole, che sino a oggi non hanno avuto i benefici attesi?

«Puntiamo a movimentare 14 miliardi di euro, non conteggiati da Ue ai fini del debito, a patto che siano veri investimenti da completare entro il 2028. Il governo sta valutando singolarmente le misure per verificarne la compatibilità con questo vincolo, nell'ambito di un più ampio ragionamento sulla politica energetica. Abbiamo circa 120mila contratti di media e alta tensione per le imprese italiane. Stiamo pensando a finanziare, anche con percentuali impegnative, investimenti sulle rinnovabili per le imprese. Se si realizzassero in tempi ragionevoli, potremmo abbattere i costi di un terzo il costo dell’energia consumata».

Quando definirete singole le misure?

«Stiamo parlando di un lungo elenco di provvedimenti, molti di questi chieste dalle Regioni, anche la Sardegna, che inseriremo nella legge di bilancio. Mi auguro che l’Unione Europea colga lo spirito virtuoso, e per noi vitale, di queste misure. Se non lo dovesse fare, pur rimanendo un europeista convinto, anteporrò l’interesse nazionale a tutti gli altri. In questi anni ho risolto decine di procedure di infrazione contro il nostro paese, eredità del passato. Se ce ne sarà un in più, non mi straccio le vesti».

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