Emergenza al San Francesco, Geriatria e Medicina nel caos: «Gli infermieri sono stremati»
Nuoro, la denuncia del Nursind: «Basta, intervengano i Nas»
Nuoro Tre sistemati nel corridoio, uno nella hall, altri tre nell’andito alla sinistra, e tra questi ultimi, ieri mattina, c’era pure un paziente affetto da quella che nel gergo specialistico si definisce “melena”, ovvero una emorragia dell’apparato gastrointestinale. Mauro Pintore, segretario provinciale del Nursind, il sindacato degli infermieri, senza nascondere il profondo dispiacere, li definisce “pazienti esposti a peddes de sirbone”.
Stesi come una pelle di cinghiale, dopo la caccia, solo che in questo caso sono adagiati loro malgrado, e per mancanza di spazi adeguati, sulle barelle e in un corridoio di ospedale – il San Francesco – e nei due reparti che da tempo, ormai, vivono in una condizione cronica di carenza di posti letto e di personale commisurato al numero di presenze: Medicina e Geriatria. In uno degli ultimi casi segnalati i pazienti ricoverati erano la bellezza di 54, distribuiti tra area di degenza e i locali utilizzati per i ricoveri aggiuntivi. A peddes de sirbone, ripete, sconsolato, Pintore, dopo aver raccolto le ultime segnalazioni da parte di diversi colleghi: proprio, dice, come recitano i versi di una canzone di Piero Marras.
Sembra davvero non esserci pace o momento di tregua, insomma, per i due settori dell’ospedale nuorese e il Nursind lo segnala con decisione arrivando anche a sollecitare, questa volta, l’intervento dei Nas, i carabinieri del nucleo antisofisticazioni che si occupano di tutelare la salute pubblica controllando che vengano rispettate le norme igieniche, di sicurezza e di legalità.
Il rappresentante provinciale del Nursind lo sottolinea con profondo rammarico: dati alla mano e racconti dal vivo arrivati da più parti, il sindacato è costretto «a segnalare le gravi e persistenti criticità nelle unità operative di Medicina e Geriatria del presidio ospedaliero San Francesco di Nuoro, con particolare riferimento ai ricoveri in sovrannumero e alla sistemazione dei pazienti su barelle nei corridoi o in letti aggiuntivi collocati in locali non idonei alla degenza».
«Secondo quanto segnalato – aggiunge Pintore – i ricoveri continuano a superare la disponibilità di posti letto, e la presenza di pazienti in eccedenza indicativamente da sei a otto al giorno, comporta il ricorso a barelle nei corridoi e a posti letto aggiuntivi. Viene inoltre riferito che alcuni pazienti, dopo essere rimasti per giorni in barella, vengono trasferiti in locali normalmente destinati ad attività ambulatoriali, separati dall’area di degenza dalla hall. . Per quanto segnalato, tali ambienti non dispongono delle dotazioni necessarie a garantire un’assistenza adeguata e sicura, tra cui sistemi di chiamata del personale e presidi ordinariamente disponibili presso i posti letto di degenza. Particolarmente preoccupante è la segnalazione relativa alla presenza in turno di soli due infermieri chiamati ad assistere fino a 54 pazienti, distribuiti tra l’area di degenza e i locali utilizzati per i ricoveri aggiuntivi».
Il sindacato va dritto al punto: «Non è più tollerabile – ribadisce – che in una struttura sanitaria i pazienti vengano ricoverati su barelle di fortuna, nei corridoi e nelle zone di passaggio. Pazienti esposti come trofei “a peddes de sirbone ”».
La situazione, denuncia il Nursins, è particolarmente grave «per le persone non deambulanti, che necessitano di cure igieniche e assistenza personale», e che invece si trovano « in ambienti esposti al passaggio di operatori e visitatori». E per questo il sindacato, stavolta, oltre all’assessorato alla Sanità, chiede l’intervento dei Nas «chiedendo un riscontro urgente e interventi concreti per garantire condizioni di ricovero e di assistenza rispettose della persona. La sanità ha bisogno di medici, infermieri e oss. L’Asl di Nuoro deve affrontare seriamente i bisogni assistenziali della popolazione del territorio, attraverso scelte organizzative efficaci e una dirigenza all’altezza delle proprie responsabilità.
Le risorse devono essere destinate prioritariamente all’assistenza. Basta con incarichi dirigenziali e di funzione che assorbono risorse senza tradursi in un miglioramento dei servizi. Chiediamo trasparenza sulla legittimità, sui costi ed effettiva utilità. Servono infermieri, Oss e condizioni di lavoro che consentano di assistere ogni paziente nel rispetto della sua dignità. Bisogna superare il ricorso sistematico ai ricoveri in sovrannumero, assicurare una dotazione di personale commisurata al numero effettivo dei pazienti, garantire la collocazione dei degenti in ambienti adeguati».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
