Eredità Zamparini, scontro tra la vedova e i figli per il patrimonio da 250 milioni
Il Tribunale ha disposto il doppio sequestro dei beni al centro della disputa: congelati 37 milioni della moglie società riconducibili ai quattro eredi
Milano E’ ufficialmente aperta davanti ai giudici la battaglia legale per la spartizione dell'eredità di Maurizio Zamparini, l'imprenditore friulano ex patron di Palermo e Venezia, scomparso nel 2022 all'età di 80 anni. Il Tribunale di Busto Arsizio ha disposto un doppio sequestro giudiziario sul patrimonio stimato in circa 250 milioni di euro a fronte di un inventario che, per il momento, si attesta intorno a 9 milioni.
La battaglia tra i figli e la seconda moglie: il testamento conteso
La causa vede contrapposti i quattro figli — nati dal primo matrimonio dell'imprenditore, conclusosi con un divorzio — e la seconda moglie, madre del quinto figlio Armando, tragicamente scomparso a Londra nel 2021 all'età di 23 anni. Il contenzioso ruota attorno alle disposizioni testamentarie e all'effettivo ammontare della massa ereditaria, che Zamparini aveva diviso al 50% tra la moglie e i figli. Davanti al tribunale civile, i quattro eredi (Silvana, Andrea, Diego Paolo e Greta) hanno impugnato il testamento datato 31 agosto 2020. I ricorrenti invocano in via cautelare il sequestro di almeno 37 milioni di cespiti riconducibili alla seconda moglie, accusata di celare parte del patrimonio. Dal canto suo, la seconda moglie Laura Giordani ha replicato con una controrichiesta, chiamando in causa un differente testamento del 27 settembre 2020. A supporto della sua tesi ha depositato la testimonianza di un file rinvenuto su un tablet di Zamparini a due anni dalla scomparsa. Secondo questa ricostruzione, l'imprenditore avrebbe effettuato donazioni e intestazioni fiduciarie per 75 milioni di euro, oltre al passaggio di diverse società (molte in liquidazione) gravate da "crediti da finanziamento soci" destinati ad accrescere il valore complessivo dell'eredità.
La decisione del tribunale e il custode giudiziario
La giudice Annarita D’Elia ha optato per una misura cautelare bilaterale, disponendo i sequestri sia sui beni indicati dai figli sia su quelli contestati dalla coniuge. Il provvedimento mira a impedire che, nel corso del giudizio, le parti possano alienare, trasferire o rendere indisponibili beni potenzialmente appartenenti all'asse ereditario. La gestione provvisoria del patrimonio e il compito di fare chiarezza sulla reale consistenza dell'eredità sono stati affidati al commercialista milanese Gualtiero Terenghi, nominato dal tribunale quale custode giudiziario.
I beni sequestrati
Nel dettaglio, i sequestri hanno colpito: sul fronte della seconda moglie37 milioni di euro di liquidità, la società Valle Silvana sas, la cipriota Miposteria Limited e ulteriori società estere ubicate in Austria e Lussemburgo. Sul fronte dei quattro figli: la Zfc srl, la Zouga due srl, la Finbest srl e specifici crediti da finanziamento soci.
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