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Diesel, scade lo sconto sulle accise: da domani torna il rischio rincari

Diesel, scade lo sconto sulle accise: da domani torna il rischio rincari

Il taglio da 6,1 centesimi al litro lascia spazio alle accise mobili. Codacons segnala intanto prezzi in calo nell’ultima settimana

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Roma Scade oggi, lunedì 5 ottobre, la riduzione delle accise sul gasolio pari a 6,1 centesimi di euro al litro. Il provvedimento sarà sostituito dal sistema delle accise mobili, un passaggio che potrebbe tradursi in nuovi aumenti del prezzo del diesel alla pompa.

A richiamare l’attenzione sulle possibili conseguenze sono le associazioni dei consumatori. Il Codacons sottolinea però che, nell’ultima settimana, gli sconti e i tetti ai prezzi introdotti da diversi operatori petroliferi hanno contribuito a una diminuzione generalizzata dei listini.

Secondo il monitoraggio dell’associazione, sulla rete ordinaria il prezzo medio della benzina è sceso di 11 centesimi al litro in sette giorni, con un risparmio di circa 5,50 euro su un pieno. Ancora più consistente la riduzione per il gasolio: 13,3 centesimi al litro, equivalenti a circa 6,65 euro in meno per un rifornimento completo.

Il quadro resta però pesante se si guarda agli ultimi mesi. Adusbef calcola che tra marzo e agosto 2026 gli automobilisti italiani abbiano speso circa 30 miliardi di euro per benzina e gasolio acquistati sulla rete stradale e autostradale, escludendo le vendite extra-rete. Nello stesso periodo del 2025 la spesa era stata pari a 25,3 miliardi.

La differenza, secondo l’associazione, ammonta quindi a circa 4,7 miliardi di euro e sarebbe legata ai rincari dei carburanti registrati dall'inizio del conflitto in Medio Oriente. Il peso maggiore si è concentrato nei mesi estivi: tra luglio e agosto la spesa complessiva per i rifornimenti ha raggiunto 10,6 miliardi di euro, circa 1,75 miliardi in più rispetto allo stesso bimestre del 2025. Molto più contenuta la variazione per le casse pubbliche. Sempre secondo i dati riportati da Adusbef, nel bimestre luglio-agosto le entrate fiscali legate ai carburanti sono passate da 5,1 miliardi nel 2025 a 5,2 miliardi nel 2026. A incidere sono stati il riordino delle accise e la riduzione della tassazione sul diesel decisa per contenere i prezzi: ad agosto l’incidenza complessiva di Iva e accise sul gasolio sarebbe scesa dal 57% del 2025 a circa il 43% nel 2026.

Adusbef stima che l’aumento della spesa per carburanti negli ultimi sei mesi equivalga a circa 80 euro per ogni residente in Italia, senza considerare gli effetti indiretti del caro energia sui prezzi di beni, servizi e trasporti. Le conseguenze riguardano anche le attività produttive. A Lampedusa, ad esempio, prosegue la protesta della marineria contro il caro gasolio: diversi pescherecci restano fermi in porto e gli operatori hanno esposto striscioni in banchina per chiedere interventi sul costo del carburante.

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