Todde dopo lo strappo in Consiglio: «La maggioranza è solida». E sugli staff annuncia la stretta
La presidente ridimensiona le tensioni nel campo largo, replica a Grillo e conferma che a fine anno scadranno le consulenze legate al Pnrr
Cagliari «Pace e bene». Alessandra Todde sceglie il saluto francescano per replicare alle ultime dichiarazioni di Beppe Grillo e, nello stesso tempo, torna sulle tensioni emerse nell’ultima seduta del Consiglio regionale, escludendo conseguenze sulla stabilità della coalizione. La presidente annuncia inoltre che dal 31 dicembre 2026 verranno meno le consulenze legate al Pnrr.
Sul confronto interno alla maggioranza, Todde distingue quanto accaduto in aula dagli equilibri politici complessivi del campo largo. A suo giudizio, le difficoltà registrate nell’ultima seduta sono riconducibili soprattutto alle dinamiche tra i gruppi consiliari e alle incomprensioni maturate tra capigruppo.
Il confronto avvenuto oggi, lunedì 5 ottobre, avrebbe consentito ai gruppi di chiarire le rispettive posizioni dopo una verifica interna e di riprendere il lavoro in Consiglio con maggiore serenità. Le questioni che riguardano invece l’intera legislatura, ha precisato la presidente, vengono affrontate nelle riunioni di maggioranza convocate alla Presidenza della Regione.
Todde ha spiegato di aver partecipato all’incontro in Consiglio come ospite e di aver ascoltato le ragioni che hanno portato alle tensioni degli ultimi giorni. La sua valutazione resta comunque netta: non ci sarebbero rischi per la coalizione e la maggioranza, sostiene, è «assolutamente solida».
Sul piano amministrativo si avvicina intanto una scadenza importante. Le consulenze connesse al Pnrr termineranno il 31 dicembre 2026. La conclusione di questa fase, secondo Todde, impone ora una nuova valutazione sulle figure e sulle strutture necessarie alla Regione.
Il tema si lega anche alle critiche mosse da Beppe Grillo.
La presidente ha poi distinto le critiche politiche al Movimento 5 Stelle dalle valutazioni sull’attività della Regione. Secondo Todde, il Movimento sta attraversando una fase di crescita e trasformazione senza il coinvolgimento diretto del suo fondatore e questo potrebbe spiegare alcune sue reazioni.
Entrando invece nel merito dell’azione amministrativa, la presidente ha ricordato di aver ereditato una Regione con circa 9 mila progetti e, secondo quanto da lei riferito, con il Pnrr fermo al 4 per cento. La priorità, ha spiegato, è stata quindi quella di garantire la realizzazione degli interventi e il raggiungimento degli obiettivi.
Todde ha inoltre ricordato che nella proposta di riforma dell’ordinamento regionale già consegnata al Consiglio è prevista una modifica della legge 10. Ha sottolineato che la giunta non ha utilizzato tutte le possibilità di nomina previste dall’attuale sistema, citando tra le figure non nominate i capi di dipartimento, l’ufficio legislativo e l’ufficio studi.
Anche per questo, ha sostenuto, la scelta di non abolire immediatamente la normativa sugli staff sarebbe stata dettata dalla necessità di garantire continuità e capacità operativa a un’amministrazione impegnata nella gestione di migliaia di progetti.
Todde ha infine respinto le critiche relative agli staff dei gabinetti, ricordando che sono regolati da una normativa del 1986, utilizzata anche dai presidenti che l’hanno preceduta, e che anche i relativi compensi derivano da quella disciplina. Ha inoltre contestato il fatto che nelle polemiche siano state citate persone che, ha precisato, non lavorano più per la Regione.
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