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Zanzare anche a ottobre: perché pungono ancora e cosa fare adesso per averne meno in primavera

Zanzare anche a ottobre: perché pungono ancora e cosa fare adesso per averne meno in primavera

La “tigre” può restare attiva anche in autunno e le sue uova superare l’inverno: tre semplici interventi possono ridurre i focolai nei mesi successivi

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Roma Ottobre è cominciato, ma per le zanzare l’estate non è necessariamente finita. Basta trascorrere qualche minuto in giardino o in terrazzo nelle giornate più miti per accorgersene. E anche nelle case il ronzio notturno può continuare a disturbare il sonno ben oltre settembre.

Non è soltanto una sensazione. La durata della stagione delle zanzare dipende molto dalle temperature, dalla disponibilità d’acqua e dalle condizioni ambientali. La zanzara tigre, Aedes albopictus, in particolare, può continuare a essere presente in autunno. Nelle regioni dell’Italia centrale sono stati osservati due periodi di maggiore abbondanza, uno tra giugno e luglio e un altro tra settembre e ottobre. Nelle zone più calde la deposizione delle uova può inoltre proseguire oltre ottobre.

Le temperature miti favoriscono quindi una stagione più lunga. Ma proprio queste ultime settimane di attività possono diventare il momento giusto per prepararsi alla primavera. Gran parte della prevenzione, infatti, consiste nell’eliminare i luoghi nei quali le zanzare possono riprodursi o lasciare le uova destinate a superare l’inverno.

Svuotare il sottovaso non basta: bisogna anche pulirlo

La zanzara tigre ha una caratteristica importante: non depone necessariamente le uova direttamente nell’acqua. Le lascia sulle superfici umide dei recipienti, poco sopra il livello raggiunto dall’acqua. Con l'arrivo dell'autunno vengono prodotte uova capaci di entrare in una fase di quiescenza e di superare i mesi freddi. Quelle delle popolazioni europee di zanzara tigre possono resistere anche a brevi esposizioni a temperature di circa -10 gradi.

Ecco perché un sottovaso asciutto non è necessariamente un sottovaso senza uova. Queste possono restare aderenti alle pareti per mesi e schiudersi quando, con il ritorno della bella stagione, il recipiente torna a riempirsi d’acqua. Oltre a svuotare secchi, sottovasi e altri contenitori, conviene quindi strofinarne accuratamente le pareti, soprattutto nella zona corrispondente al precedente livello dell’acqua. È un gesto semplice che può eliminare una parte delle uova prima dell'inverno.

Più che le zanzare bisogna cercare i ristagni

Quando le punture aumentano, la prima domanda è spesso: da dove arrivano tutte queste zanzare? Per prevenirne la proliferazione è però più utile chiedersi dove riescano a riprodursi. Le larve hanno bisogno dell’acqua. E per alcune specie non servono grandi quantità: sono sufficienti piccoli ristagni in sottovasi, secchi, annaffiatoi, tombini e caditoie. Dopo la pioggia è quindi utile controllare terrazzi e giardini alla ricerca dell’acqua rimasta, per esempio, nella piega di un telo, in un recipiente dimenticato all’aperto o in una grondaia che scarica male. La soluzione più efficace è impedire che il ristagno si riformi: svuotare o capovolgere i contenitori, tendere i teli, pulire gli scarichi e rimuovere tutto ciò che può trattenere acqua per diversi giorni. In questo modo si interviene direttamente sui possibili focolai larvali.

Il rame funziona, ma una monetina non risolve il problema

Quello del rame contro le larve di zanzara non è completamente un falso mito. Uno studio condotto anche da ricercatori dell’Istituto superiore di sanità ha sperimentato fili di rame metallico nell’acqua: in laboratorio, una quantità di 10 grammi per litro provocava un’elevata mortalità delle larve di zanzara tigre, mentre a 20 grammi per litro lo sviluppo veniva completamente impedito.

Sono però quantità molto superiori a quelle che si ottengono lasciando una monetina in un sottovaso. Una moneta da 5 centesimi pesa 3,92 grammi ma è costituita principalmente da acciaio rivestito di rame. Il rame effettivamente presente è circa 0,22 grammi. Per arrivare, soltanto in termini di quantità di metallo, a 20 grammi ne servirebbe quindi l'equivalente di una novantina. Il paragone non significa che mettere molte monete nell'acqua produca lo stesso risultato dell'esperimento: fili di rame e monete possono rilasciare il metallo in maniera diversa. Serve invece a capire perché una singola monetina non possa essere considerata un sistema larvicida affidabile. Quando un ristagno non può essere eliminato, si può ricorrere a prodotti larvicidi autorizzati, compresi quelli biologici a base di Bacillus thuringiensis israelensis (Bti), seguendo dosi, tempi e modalità riportati sull'etichetta. La regola più semplice, comunque, resta la stessa: dove è possibile, eliminare l’acqua stagnante. Per avere meno zanzare nella prossima primavera, il lavoro può cominciare già adesso.

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