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Allarme ambientale

Sorso, 200 tonnellate di rifiuti sul mare: nella casa-discarica abitano dieci bambini

Sorso, 200 tonnellate di rifiuti sul mare: nella casa-discarica abitano dieci bambini

Maxi sequestro del Noe sul litorale di Marritza. L’immobile, occupato abusivamente, appartiene alle Suore

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Sassari Duecento tonnellate di rifiuti ammassati a pochi metri dal mare, tra vecchi elettrodomestici, carcasse di auto, batterie al piombo, bombole del gas e persino lastre di eternit contenenti amianto. Una vera e propria discarica abusiva è stata scoperta dai carabinieri del Noe di Sassari in località La Tonnara, lungo la costa di Sorso, nel rettilineo di Marritza. Da fuori poteva sembrare soltanto uno dei tanti edifici segnati dal tempo lungo quel tratto di arenile. Muri scrostati, intonaci caduti, finestre malmesse, l’aspetto di una costruzione abbandonata da anni. E davanti, ad appena una decina di metri, il mare. Ma dietro quei muri, in località La Tonnara, c’era tutt’altro: alcune famiglie vivevano stabilmente nell’immobile e attorno alla loro casa era cresciuta una gigantesca discarica a cielo aperto.

Una distesa di vecchi elettrodomestici e condizionatori, rottami metallici, carcasse di automobili, pneumatici, plastica, carta, cartone e materiali ingombranti. E poi batterie al piombo esauste, bombole del gas e onduline di eternit contenenti amianto. In alcuni punti i rifiuti erano stati anche bruciati: sul terreno sono rimasti materiali anneriti e cumuli di cenere, sui quali saranno adesso necessari ulteriori accertamenti. Il colpo d’occhio restituisce la dimensione dell’inquinamento ambientale.

Nei cortili e negli spazi attorno al fabbricato gli oggetti si sono accumulati uno sull’altro: carrelli della spesa, vecchi mobili, pezzi di legno, ferraglia, apparecchiature elettriche fuori uso. In un angolo una fila di bombole è accatastata accanto alle carcasse di diversi climatizzatori. Tutto a pochi passi dalla battigia, e questo aggrava ulteriormente lo scenario, in un tratto di litorale sottoposto a vincolo paesaggistico.

Cinque cittadini serbi sono stati denunciati alla Procura della Repubblica di Sassari. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, avrebbero realizzato e gestito la discarica occupando abusivamente l'intera proprietà. Sotto sequestro sono finite le 200 tonnellate di rifiuti, ma anche il fabbricato, circa 500 metri quadrati distribuiti su due livelli, e il terreno circostante di 2.200 metri quadrati. Il valore complessivo della proprietà è stimato in circa un milione di euro.

L'immobile appartiene alla comunità delle Suore Orsoline Figlie di Sant'Anna Medici, con sede a Porto Torres. Una struttura degradata che, almeno all'apparenza, poteva essere scambiata per un edificio ormai inutilizzato. In realtà era diventata la casa di alcune famiglie serbe, che vivevano in condizioni igienico-sanitarie giudicate incompatibili con i requisiti necessari per l'abitabilità. Tra loro ci sono anche dieci bambini. Ed è proprio la presenza dei minori a rendere ancora più delicato l'intervento. Sono stati interessati i servizi sociali, mentre le autorità competenti dovranno occuparsi dello sgombero dell'immobile e trovare una soluzione per le persone che vi abitano. Resta poi il problema ambientale. La vicinanza al mare – appena una decina di metri separano la proprietà dalla battigia – ha spinto il Noe ad avviare verifiche per stabilire se il terreno sia stato contaminato e se eventuali sostanze inquinanti possano aver raggiunto la costa. Durante il sopralluogo è stato individuato anche uno scarico delle acque reflue provenienti dai bagni, realizzato senza un sistema di smaltimento regolare. Ora gli accertamenti dovranno stabilire quale eredità abbia lasciato sul terreno quell'enorme accumulo di rifiuti.

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