Tessere del Psd’Az negate a Porto Torres, Moro: «Fascisti i metodi, non i sardisti»
Il presidente del partito sardo d’azione contesta il mancato rinnovo delle iscrizioni di Valter Usai e Franco Madeddu
Porto Torres «L’unica cosa che di fascista si riscontra sono i metodi utilizzati da chi ha arbitrariamente deciso di non procedere con il rinnovo delle iscrizioni». Il presidente del Partito Sardo d’Azione Antonio Moro interviene a gamba tesa nello scontro che sta scuotendo la sezione sardista di Porto Torres e si schiera contro la decisione del commissario cittadino Tore Fadda di negare il rinnovo della tessera a Valter Usai e Franco Madeddu.
Una presa di posizione durissima, che sposta il confronto dal livello locale ai vertici del partito e riaccende lo scontro tra le correnti dei Quattro Mori. La vicenda è esplosa dopo il rifiuto opposto da Fadda ai due esponenti sardisti. A Usai viene contestata la pubblicazione sui social di immagini inneggianti al saluto fascista e di affermazioni considerate vicine alle posizioni della destra estrema, incompatibili, secondo il commissario, con la storia e i principi del Psd’Az.
Diversa la motivazione del mancato rinnovo a Madeddu, ex assessore comunale: il sostegno che avrebbe offerto a candidati avversari del partito durante le ultime elezioni amministrative. Entrambi hanno contestato le decisioni, con Usai pronto a valutare una querela e Madeddu intenzionato a presentare ricorso.
Ora arriva la risposta di Moro, che mette apertamente in discussione la legittimità dei provvedimenti. «Nessuno può infatti negare a un iscritto al Psd’Az il rinnovo della propria tessera», sostiene il presidente, richiamando statuto e regolamenti del partito. Secondo Moro, quando emergono possibili incompatibilità, la strada da seguire è quella del procedimento disciplinare, nel quale l'iscritto ha la possibilità di difendersi davanti alla commissione federale di garanzia, chiamata eventualmente a stabilire una sanzione.
Ma l'intervento del presidente va oltre la contestazione delle procedure. «Quanto sta accadendo nella sezione di Porto Torres è il sintomo del clima che si respira nel Psd’Az, dove c’è chi pensa di utilizzare la campagna di tesseramento per una resa dei conti interna o per fare un partito sardo senza i sardisti». Lo scontro sulle tessere si inserisce in una frattura che attraversa da mesi il Psd’Az del nord Sardegna e che ha proprio a Porto Torres uno dei suoi epicentri. Il congresso provinciale, concluso con la vittoria dell’area dell’ex governatore Christian Solinas e l’affermazione del turritano Gavino Gaspa, aveva lasciato il partito profondamente diviso. Da una parte i sostenitori di Solinas, dall’altra la componente che fa riferimento ad Antonio Moro e che aveva sostenuto la candidatura del sassarese Andrea Sassu.
Una contrapposizione sfociata, proprio nella sezione turritana, nelle dimissioni del segretario Emanuele Riu e della vice Patrizia Madeddu, accompagnate dall’autosospensione di una parte consistente degli iscritti. E ora la battaglia sulle tessere riapre una frattura mai ricomposta, riportando al centro dello scontro gli equilibri interni del partito. Moro annuncia di voler difendere «in ogni sede il rispetto dello statuto, delle regole, l’onore dei sardisti ed anche la dignità del partito», denunciando quelle che considera forzature regolamentari capaci di compromettere la democrazia e la convivenza interna.
Un passaggio specifico è dedicato a Franco Madeddu. Per Moro, alla luce di ciò che la famiglia Madeddu ha rappresentato per decenni nella storia del Psd’Az locale, all’ex assessore dovrebbe essere addirittura assegnata «una speciale tessera di adesione che testimoni la gratitudine e l’affetto del glorioso Psd’Az».
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