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Alessandro Grande, un neopapà in campo: «Ora nasce la vera Dinamo»

di Antonello Palmas
Alessandro Grande, un neopapà in campo: «Ora nasce la vera Dinamo»

«A Mestre abbiamo compiuto un bel passo avanti, torniamo al completo e sono certo che ci vedrete al top»

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 Sassari Ha già conquistato il PalaSerradimigni con il suo spirito battagliero e le folate offensive, anche sabato scorso Alessandro Grande è stato tra i trascinatori nella Dinamo che a Mestre ha centrato il secondo successo in serie A2. E ciò nonostante sia reduce dalla nascita di Andrea Nicole. Evento bellissimo che però condiziona inevitabilmente un atleta. Con Montecatini era in campo solo 48 ore dopo la nascita, ma ha mascherato benissimo.

«In effetti è cambiato tutto, ora ogni giorno è diverso dall'altro, perché la bambina non ha ancora abitudini precise, è tutto nuovo anche per noi. Ovviamente la mamma fa il doppio della fatica rispetto a me, io cerco di essere presente. Nel lavoro provo a compensare mettendo un pochino più di attenzione su certe cose. Ci sono giorni che sei più stanco, ma arrivi un po' prima e vai via un po’ dopo per trovare meglio la concentrazione, anche stare con gli altri e farsi una risate aiuta a svuotare la testa, perché comunque il basket è anche passione. Questo è il modo in cui sto cercando di gestirla».

La nascita della nuova Dinamo invece come procede?

«Anche questo è un processo che parte da zero perché alla fine effettivamente la squadra e l’allenatore sono tutti nuovi. Finora è stato condizionato dalla poca continuità per le assenze: avevo la sensazione che la stessimo trovando prima dell'esordio a Milano, avevamo recuperato un po' di gente, Young stava entrando in forma. Poi abbiamo avuto nuovi problemi e rifatto due passi indietro. Forse avremmo dovuto gestirci meglio emotivamente contro Montecatini nella consapevolezza che in questa situazione non possiamo ancora essere “belli”, mettendoci un po’ di ruvidezza. Sicuramente ci aiuterà essere al completo, perché la fisicità e l'intensità si alzeranno. A Mestre sicuramente un passettino in avanti c'è stato perché specie nella ripresa abbiamo fatto un po' uno switch che ci ha aiutato a prendere un po' in mano la partita».

Ora due gare ravvicinate in casa: sabato arriva Cento, mercoledì 21 Rimini.

«Ci aspetta un'altra settimana di lavoro in cui vogliamo aumentare l'intensità, sotto tutti i punti di vista, attacco e difesa. Dobbiamo essere un po' più performanti e poi il resto verrà sicuramente, perché sono convinto che quello che facciamo è valido. La fiducia nel farlo bene arriverà col tempo».

Ha un rapporto fisico col pubblico, le piace essere incitato e incitare. «Mi reputo una persona empatica e questa cosa si riflette anche ne comportamento da giocatore. Ovviamente mi piace se c'è la spinta, mi piace se c'è il calore. Credo che sia molto più bello giocare nei palazzetti caldi, nel bene e nel male, rispetto a sentire il pallone che rimbalza. Sicuramente mi dispiace per come è andato l'esordio in casa, ho cercato un po' di aizzare il pubblico perché percepivo che c'era un po' di piattume, perché non stavamo reagendo nel giusto modo e quindi non trasmettevamo nulla a chi ci doveva spingere. Cosa che invece è cambiata nella ripresa».

Percepite il bisogno della piazza di ri-innamorarsi della propria squadra?

«Infatti questo è quello che ci è stato chiesto in primis. In attesa di diventare quelli che vorremmo intanto possiamo mostrare coesione e far vedere alla gente che comunque è un gruppo che ci tiene, che ha delle qualità umane, e di questo sono sicuro».

Non è stato un caso che il rientro di Brooks abbia coinciso con quello del successo.

«Per noi Jeff è un giocatore fondamentale, ma soprattutto ha anche una personalità importante, perché lui comunque si è calato nel ruolo di capitano, l'ha fatto a 360 gradi ed è un ragazzo super, sempre presente anche da un punto di vista vocale, di leadership. Ma lo stesso posso dire di Michele Vitali. In questi periodo, oltre che di mancanze tecniche abbiamo avuto anche carenza di queste personalità.

Flood si è inserito più in fretta di quanto si pensasse e si sta dimostrando prezioso.

«Sì, come lo era stato Brandon Young, fortunatamente siamo un gruppo di persone disponibili e responsabili e questo aiuta chi arriva a sentirsi subito parte e a integrarsi a livello umano. In più Sean è una persona molto aperta, è arrivato con la giusta attitudine e ci ha dato subito una mano».

Sabato contro Cento (che ha perso per infortunio un elemento basilare come Stacy Davis) potrebbero darla anche Micky Vitali e Riccardo Pisano, che si stanno allenando regolarmente con la squadra e dovrebbero rientrare.

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