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Cagliari, Trepy torna in gruppo dopo la paura: dall’incidente in piscina al sogno del rientro in Serie A

di Stefano Ambu
Cagliari, Trepy torna in gruppo dopo la paura: dall’incidente in piscina al sogno del rientro in Serie A

Il ventenne si allena con gli stessi carichi dei compagni. Lo staff valuta un passaggio in Primavera prima del ritorno con la prima squadra

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Cagliari Ad agosto l’incidente in piscina, la terapia intensiva al Santissima Annunziata di Sassari, il coma farmacologico. Ora il ritorno in squadra: Yael Trepy è tornato ieri nel gruppo. Ormai corre e si allena con lo stesso carico di lavoro dei compagni. In teoria - visto che le sue condizioni sono eccellenti - potrebbe essere convocato per la gara di sabato alla Domus contro il Bologna. In pratica lo staff dovrebbe scegliere un altro percorso per non accelerare troppo velocemente. E soprattutto per non forzare i tempi.

Prima del ritorno al calcio di serie A, il giocatore potrebbe assaggiare il campo nel campionato Primavera. L’età è quella, Trepy ha vent’anni. Un ritorno graduale a scambi, scatti e tiro insieme ai coetanei - anche se lui l’anno scorso ha bruciato le tappe con il gol all’esordio in A con la Cremonese - ci sta tutto.

L’ultima gara con i “grandi” l’aveva giocata da titolare in Coppa Italia contro l’Arezzo davanti insieme a Mendy. Proprio la coppia cresciuta negli anni sotto gli occhi dell’allenatore (allora della Primavera) Fabio Pisacane, arrivata sino alla finale di Coppa Italia a Milano. Vinta proprio anche con un gol di Trepy. Una stagione, quella 2026-27, partita benissimo, è stato infatti aggregato alla prima squadra e ha fatto il suo esordio in Serie A l’8 gennaio 2026 nella partita Cremonese-Cagliari (2-2). Entrato nei minuti finali, ha segnato il gol del pareggio pochi minuti dopo il suo ingresso, conquistando anche il titolo di miglior giocatore della partita.

Poi, all’improvviso, l’incidente in piscina, in una villa di Baja Sardinia, la corsa in elicottero in ospedale in gravissime condizioni per la presenza di troppa acqua nei polmoni: terapia intensiva, coma farmacologico. Quindi le buone notizie: il risveglio, la esclusione di complicazioni. Tutte tappe fondamentali del recupero.

Quindi, ormai fuori pericolo, il trasferimento in reparto, l’uscita dall’ospedale con tanto di magliette rossoblù regalate al personale che lo aveva assistito. E ancora il recupero riabilitativo in Trentino e l’esito positivo degli esami con la possibilità di riprendere l'attività agonistica. Infine il ritorno al centro sportivo, dopo l’ok dei medici, ma con un programma personalizzato: sforzi e lavori graduali sempre ben sopportati, ottime risposte.

Sino al passo decisivo. Ieri di nuovo con gli altri tra esercitazioni tecniche e sessioni dedicate al possesso palla. Pronto a cominciare davvero. 

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