Olbia, traffici illeciti e discariche abusive: la criminalità organizzata dietro il business milionario dei rifiuti
Il molo Cocciani base di partenza per i cargo diretti in Somalia
Olbia I camion arrivano al molo Cocciani di buon mattino, imbarcano sul mercantile ormeggiato in banchina il loro carico di pneumatici usati e trattati a regola d’arte nello stabilimento Ecoservice Sardegna srl di Sant’Antonio di Gallura, poi vanno via. Parte anche la nave, a pieno carico, con destinazioni finali la Turchia e la Germania dove dagli pneumatici usati si produce combustibile per l’industria. È tutto in regola, come risulta dai controlli effettuati sistematicamente dai carabinieri del Noe di Sassari. Ma è solo la punta dell’iceberg e sotto traccia cresce a dismisura uno dei più grandi traffici illeciti gestiti dalla criminalità organizzata. Si vendono e si comprano rifiuti di ogni genere (scarti d’officina, parti meccaniche, vecchi motori, componenti elettrici ed elettronici) e quello che non si può trafficare si smaltisce nelle discariche abusive. Su uno di questi traffici indagano in grande silenzio gli investigatori del Noe coordinati dalla Procura distrettuale antimafia.
Sono rifiuti che sicuramente partono da Olbia diretti in paesi extraeuropei, in Somalia ad esempio, passando prima per la Spagna come approdo di transito. L’inchiesta è radicata e presto dovrebbe arrivare a una conclusione. In trincea contro questi traffici milionari ci sono i carabinieri del Noe di Sassari, al comando del luogotenente Gavino Di Maggio. Si tratta di un organo interprovinciale specializzato di polizia giudiziaria, deputato in via prioritaria ad assicurare lo svolgimento di investigazioni complesse e analisi sul fronte della criminalità ambientale che in Gallura opera sotto la direzione del procuratore capo di Tempio Gregorio Capasso e della Direzione distrettuale antimafia di Cagliari. Il monitoraggio e l’investigazione sul traffico illecito di rifiuti è una delle parti più rilevanti dell’attività del Noe, non l’unica.
Come si è detto, i carabinieri vigilano con particolare attenzione sulla spedizione transfrontaliera di rifiuti (soprattutto pneumatici fuori uso) dal molo Cocciani di Olbia verso la Turchia e la Germania; ma anche sulla proliferazione delle discariche abusive di rifiuti intercettate grazie ai sorvoli del 10 nucleo elicotteri dei Carabinieri di Olbia, a Vena Fiorita; sul corretto svolgimento dei lavori eseguiti attraverso i finanziamenti che sono stati richiesti al ministero dell’Ambiente nell’ambito del Pnrr; ancora sul controllo degli ecocentri comunali; infine, l’impiego dei fanghi di depurazione in agricoltura. Dal rapporto sull’attività svolta dal Noe durante il 2025 risultano numeri importanti, riferiti all’intera area di competenza del nucleo operativo ecologico, ma che interessano la Gallura almeno per il 50% degli interventi, a conferma del fatto che il territorio è una delle aree più esposte e sensibili ai reati ambientali.
Sono 40 i sequestri eseguiti nel corso dell’anno, con altrettanti blitz: discariche abusive di rifiuti addirittura con vista sul mare, soprattutto, ma anche impianti di lavorazione e persino condomini responsabili di inquinamento ambientale. Alcune delle attività svolte in Gallura nei mesi scorsi hanno destato grande clamore come il sequestro della maxi discarica sul mare a Cala Sassari, nel litorale di Golfo Aranci. Oppure la discarica di rifiuti speciali e pericolosi scoperta e sequestrata in un’area di 20 mila metri quadrati di pertinenza del Centro vacanze Isuledda, davanti alla spiaggia di “La Conia”. E ancora il sequestro di 8 fabbricati in disuso all’Isola dei gabbiani con all’interno montagne di rifiuti (in tutto 100 metri cubi). Tutto a due passi dalla spiaggia, in una zona di massima tutela. Degli 8 fabbricati sequestrati, 6 appartengono al Comune di Palau, gli altri due di proprietà privata.
