Cavalla morta alla Sartiglia di Oristano: c’è la causa del decesso
Le associazioni animaliste tornano all’attacco contro la giostra: «Basta utilizzare animali come strumenti di spettacolo»
Oristano Una disgrazia enorme, che non era possibile prevedere e che ha ridestato il dibattito sul benessere animale. È arrivata ieri mercoledì 18 febbraio, l’indiscrezione che confermerebbe che la morte della cavalla Hurrimera di Marco Daga è avvenuta per un aneurisma. Si attendono ora le analisi ufficiali dell’Istituto zooprofilattico sperimentale sardo e, se il verdetto sarà questo, si è trattato certamente di un evento non prevedibile – anche per gli umani è raro purtroppo intercettarli – e fatale. Di fronte a questa eventualità viene meno, dunque l’ipotesi avanzata dallo stesso cavaliere di un forte scoppio sul percorso simile a quello di un petardo, che avrebbe innescato uno spavento letale. La cavalla di 15 anni aveva fatto tante giostre e feste ed era abituata a trovarsi di fronte tantissime persone e a gestire la confusione.
Intanto, le associazioni animaliste tornano a puntare il dito contro la Sartiglia dopo la morte di un cavallo, colto da un malore improvviso durante la sfilata, e il ferimento di un altro animale caduto in pista. In una nota diffusa lunedì 16 febbraio, la LAV parla di «episodio grave» che confermerebbe i rischi strutturali legati all’impiego dei cavalli in manifestazioni di spettacolo.
L’associazione ribadisce quanto già chiesto al Ministero della Salute in occasione del decreto Abodi: intervenire in modo definitivo su eventi di questo tipo, ritenuti incompatibili con la tutela degli animali. «Ogni volta si parla di fatalità – dichiara Nadia Zurlo, responsabile Area Equidi LAV – ma utilizzare animali come strumenti di spettacolo significa accettare che possano ammalarsi o morire». Dura anche la presa di posizione della Italian Horse Protection. Il presidente Sonny Richichi definisce «inaccettabile» la morte del cavallo e annuncia iniziative legali: «Attraverso i nostri legali chiederemo l’accesso a tutta la documentazione relativa ai controlli preliminari svolti sui cavalli e a quanto accaduto. Siamo pronti a denunciare i responsabili». Secondo IHP, la presenza degli animali in contesti affollati e rumorosi comporterebbe «fortissimo stress», e l’associazione accusa gli organizzatori di essersi opposti alle disposizioni di sicurezza previste dal cosiddetto decreto Abodi. Entrambe le organizzazioni chiedono maggiore trasparenza sugli accertamenti veterinari e rilanciano la richiesta di superare le manifestazioni che prevedono l’utilizzo di animali per fini di spettacolo.
