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La sentenza

Sassari, il piccolo Diego annegò nella pozza d’acqua in giardino: il padre condannato a 4 mesi

Sassari, il piccolo Diego annegò nella pozza d’acqua in giardino: il padre condannato a 4 mesi

La vicenda straziante del bambino di 18 mesi che giocava con la sorellina

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Sassari Quattro mesi. Una condanna al minimo della pena per un padre finito a giudizio per la morte del proprio figlioletto. «Sentivo il vociare dei nostri bambini, giocavano. Sono stati attimi... La mia compagna è uscita nel cortile e ha urlato “Diego, Diego, Diego”, l’ho raggiunta, Diego era in uno stagnetto, me l’ha passato in braccio...». Andrea Santona, lo scorso marzo, non aveva trattenuto le lacrime mentre davanti al giudice Monia Adami rispondeva alle domande del suo avvocato Marco Palmieri ricordando i momenti drammatici di quel 5 maggio del 2021. Seduto nel banco degli imputati, chiamato a rispondere – così come era già accaduto per la mamma del piccolo che ha affrontato il processo con il rito abbreviato – di un’accusa “innaturale” per un genitore: omicidio colposo, riferito all’omesso controllo che avrebbe causato la morte per annegamento del bambino di 18 mesi. Un atto dovuto per la legge, una ferita riaperta a ogni udienza, per i genitori.

Cinque anni fa Diego Santona era annegato in una pozza d’acqua nel giardino di casa. Giocava lì con la sorellina di 4 anni, la mamma preparava il pranzo e anche il padre era nei paraggi. Non vedendolo con la sorellina i genitori erano corsi fuori, pochi passi all’esterno, nel prato verde ben curato. E Diego era lì, con il volto nell’acqua, immobile. Il padre lo aveva subito tirato su, erano stati momenti terribili e concitati. Il piccolo era stato trasportato dal 118 alle Cliniche in condizioni gravissime. Non ce l’aveva fatta, il suo cuoricino si era fermato lasciando un padre, una madre e una sorella a vivere nello strazio. (na.co.)

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