La Nuova Sardegna

La Giornata della memoria

In visita nei campi, ho immaginato la paura

di Giulia Manca *
In visita nei campi, ho immaginato la paura

Il viaggio d’istruzione ad Auschwitz e Birkenau: i binari del treno, le valigie, le fotografie di chi da lì non è mai uscito

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Il 27 gennaio si celebra la Giornata della Memoria, una data molto importante per ricordare la Shoah, cioè lo sterminio di milioni di persone durante la Seconda Guerra Mondiale. In quel periodo storico tante persone furono perseguitate e uccise nei campi di concentramento solo perché considerate “diverse”. Ricordare questi fatti è importante per capire il passato e non ripetere gli stessi errori. La Giornata della Memoria serve a riflettere su: rispetto, libertà e dignità umana. L’odio e la violenza possono portare a conseguenze molto gravi. Per questo è importante che anche noi ragazzi impariamo a riconoscere questi atteggiamenti e a non restare mai in silenzio davanti alle ingiustizie. Durante la terza media ho avuto la possibilità di partecipare a un viaggio d’istruzione a Cracovia con la mia scuola. In quell’occasione abbiamo visitato i campi di concentramento di Auschwitz e Birkenau. È stata un’esperienza molto forte e difficile da dimenticare. Entrare in quei luoghi mi ha fatto provare emozioni come tristezza, paura e silenzio. Camminare tra le baracche, vedere i binari del treno e osservare gli oggetti personali delle vittime come valigie con scritto ancora il nome, occhiali da vista, capelli, protesi e fotografie mi ha fatto capire che quello che abbiamo studiato è realmente accaduto. Ogni oggetto racconta una storia e fa immaginare la vita delle persone che hanno sofferto in quei luoghi. Visitare i campi mi ha aiutata a capire meglio l’importanza della memoria. Questo viaggio mi ha fatto crescere e riflettere molto. Ho capito che ricordare non significa solo guardare al passato, ma anche fare in modo che le cose brutte del passato non succedano nel presente. Parlare di questi argomenti non è facile, ma è molto importante perché anche se sono passati molti anni, le testimonianze e i luoghi della memoria ci aiutano a capire tutto ciò che è successo in quegli anni per fare in modo che certe tragedie non accadano mai più.

*Giulia frequenta l’Ipia Pellegrini a Sassari

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